CALCIO: NAPOLI DI NUOVO VICINA AL CALCIO
CHE CONTA
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"Fermate tutto, Vogliamo scendere". L'appello
immaginario sotto le festività, quasi potesse essere un dono divino,
lo lanciano i tifosi, tantissimi, della quarta squadra del nostro campionato
più amata.
Finalmente dopo due anni di stenti, di progetti
sventolati e mai raggiunti, il Napoli è di nuovo in zona promozione.
Vicino a quella che la sua storia calcistica gli impone, ovvero la permanenza
nella massima serie.
Dopo la retrocessione amarissima di due stagioni
fa, i partenopei si sono illusi che la loro presenza nel campionato di
B fosse solo una piccola parentesi nel purgatorio del pallone. Società
e i giocatori hanno invece imparato sulla loro pelle quanto sia duro risalire
la china e quanto poco conti la nomea di "nobile decaduta" nella cadetteria.
Nemmeno l'ex-tecnico Ulivieri, esperto in materia,
lo scorso anno è riuscito a raccapezzarsi nel marasma generale di
una stagione che doveva riportare subito il Napoli in auge e che
invece si è rivelata disastrosa.
Nell'arco di 38 lunghe domeniche i cuori dei
tantissimi tifosi partenopei sparsi in tutta la penisola hanno subito vari
attentati alle coronarie; ma la cosa peggiore per un pubblico che vive
con straordinario calore le vicende della squadra amata è stata
la speranza mai accesa che la promozione potesse essere centrata.
L'altalena di risultati e prestazioni ha finito
per scoraggiare anche i fedelissimi più accaniti. Una società
che nel periodo d'oro legato alla figura di Maradona ha vissuto costantemente
il tutto esaurito al "San Paolo" anche per le gare non di cartello, si
è trovata a dover fronteggiare anche le contestazioni del proprio
il tifo organizzato, più volte espressioni in termini di diserzione
dagli spalti.
Si è arrivati anche a scomodare psicologi
per spiegare il tabù dello stadio di casa, dove senza successi per
mesi, il Napoli ha toccato il fondo all'ultima giornata dello scorso campionato,
quando i paganti per l'ultima desolante prestazione interna
sono stati solamente una trentina.
Da questi presupposti disastrosi e da un 'anima
di gruppo da ricreare si doveva ripartire. Così fortunatamente è
stata. Anche in questo campionato l'avvio non è stato brillante;
non semplici da eliminare i ricordi e le scorie negative del recentissimo
passato. Ma ora finalmente dopo 15 turni, poco meno della metà del
campionato, i partenopei sono di nuovo quarti e quindi in zona promozione.
Negli ultimi 8 giorni due successivi filati su Empoli e Alzano consentono
al gruppo di Novellino, ora timoniere ma in passato ex-calciatore napoletano,
di tornare a respirare aria salubre.
Fattore indispensabile per i polmoni di una città
che, come importanza, vede e vive il fenomeno calcio secondo solo al rinomato
patrono a cui affidare le grazie desiderate.
E allora se non si può fermare il campionato,
come idealmente vorrebbero i tifosi per centrare l'ingresso in A senza
ulteriori patemi, il regalo che tutto l'ambiente si aspetta è una
corsa senza più intoppi verso il traguardo prefissato. Anche il
pallone italiano, sportivamente ed anche economicamente, non può
permettersi il lusso di rinunciare ad un bene così prezioso come
il Napoli che torna nel calcio che conta. |