DICEMBRE 1999 
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SCI : UNO SPRUZZO D’AZZURRO “INVISIBILE” 
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Non è una novità che il successo di una disciplina soprattutto come audience sia determinata dipenda direttamente dallo spessore tecnico e dal carisma dei campioni di casa. Lo sci italiano ha avuto la fortuna nell’ultimo decennio di poter disporre a livello agonistico di una coppia semplicemente stratosferica a livello mondiale. Alberto Tomba e Deborah Compagnoni hanno vinto in carriera tutto il possibile, strappando trofei e riconoscimenti a getto continuo nel “circo bianco”. 
Il ritiro quasi congiunto dei due atleti plurimedagliati poteva essere lentamente assorbito nel caso di un ricambio generazionale all’altezza ; ma l’anno zero, dopo il loro forfait, si è invece rivelato un periodo di soddisfazioni minime.
La televisione e le sue scelte di programmazione, dicevamo, sono ormai lo specchio del successo o del mancato gradimento di una disciplina agonistica. Non è un caso che Mediaset, dopo aver strappato i diritti alla concorrenza, abbia lentamente optato per un palinsesto nel quale lo sci avesse spazio in orari non di massima esposizione. Mancando un campione, la punta di diamante, gli ascolti registrati erano infatti al limite dell’accettabile.
E’ successo così che, nel giorno in cui l’Italia riusciva a scrollarsi di dosso il torpore agonistico andando a vincere nella stessa giornata due gare mondiali, pochi fedelissimi abbiano potuto gustarsi il trionfo di Ghedina e Isolde Kostner. O meglio solo il trionfo del discesista azzurro in Val Gardena in sintesi notturna, visto che per quanto riguarda la gara vinta dall’azzurra a St Moritz Mediaset aveva preferito optare per la non produzione dell’evento senza che nessun acquirente si facesse avanti.
E’ andata così a finire che una giornata finalmente storica per il nostro sci, che non vivevamo dai tempi di Compagnoni e Tomba, sia stata praticamente “oscurata” agli appassionati del movimento. 
Le scelte e le strategie televisive di ogni emittente hanno certo una loro logica ; ma non è il caso allora di gridare allo scandalo quando di contro sia una Pay Tv a detenere i diritti di eventi come Wimbledon o la World League di volley , con eventuali successi azzurri  “negati” alla visibilità pubblica. Queste sono le nuove regole del mercato, nel bene e nel male. Ogni prodotto viene pagato direttamente o no, dai contribuenti ed è molto più corretto esporre in vetrina con relativi prezzi le proprie esclusive anziché pretendere a priori un canone per poi scegliere la programmazione in base a criteri parecchio discutibili.
Tornando agli eventi agonistici, era dal gennaio 97 che non ci riusciva un accoppiata così importante.
C’erano allora riusciti lo stesso Christian Ghedina nella libera di Wengen e Deborah Compagnoni nel gigante di Zwiesel. In totale sette trionfi congiunti tra uomini e donne , nel comune denominatore della stessa Compagnoni e di Alberto Tomba, capaci di farsi trovare presenti per ben cinque volte sul podio nel momento in cui il “collega” dell’altro sesso riusciva ad emularne le imprese.
Tempi d’oro ormai alle spalle ; anche se la Kostner attuale, soprattutto dopo il grave infortunio alla croata Kostelic, sembra poter essere una seria candidata alla conquista della Coppa del Mondo femminile.
Accontentiamoci dunque, in attesa di nuovi campioni punte di diamante di un movimento vincente, di questi spruzzi d’azzurro in una disciplina generalmente dominata dagli austriaci.
Con la speranza che al momento della prossima grande impresa ci sia anche la compatibilità della vetrina televisiva.
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Paolo Ghisoni
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