SCI : UNO SPRUZZO D’AZZURRO “INVISIBILE”
.
Non è una novità che il successo
di una disciplina soprattutto come audience sia determinata dipenda direttamente
dallo spessore tecnico e dal carisma dei campioni di casa. Lo sci italiano
ha avuto la fortuna nell’ultimo decennio di poter disporre a livello agonistico
di una coppia semplicemente stratosferica a livello mondiale. Alberto Tomba
e Deborah Compagnoni hanno vinto in carriera tutto il possibile, strappando
trofei e riconoscimenti a getto continuo nel “circo bianco”.
Il ritiro quasi congiunto dei due atleti plurimedagliati
poteva essere lentamente assorbito nel caso di un ricambio generazionale
all’altezza ; ma l’anno zero, dopo il loro forfait, si è invece
rivelato un periodo di soddisfazioni minime.
La televisione e le sue scelte di programmazione,
dicevamo, sono ormai lo specchio del successo o del mancato gradimento
di una disciplina agonistica. Non è un caso che Mediaset, dopo aver
strappato i diritti alla concorrenza, abbia lentamente optato per un palinsesto
nel quale lo sci avesse spazio in orari non di massima esposizione. Mancando
un campione, la punta di diamante, gli ascolti registrati erano infatti
al limite dell’accettabile.
E’ successo così che, nel giorno in cui
l’Italia riusciva a scrollarsi di dosso il torpore agonistico andando a
vincere nella stessa giornata due gare mondiali, pochi fedelissimi abbiano
potuto gustarsi il trionfo di Ghedina e Isolde Kostner. O meglio solo il
trionfo del discesista azzurro in Val Gardena in sintesi notturna, visto
che per quanto riguarda la gara vinta dall’azzurra a St Moritz Mediaset
aveva preferito optare per la non produzione dell’evento senza che nessun
acquirente si facesse avanti.
E’ andata così a finire che una giornata
finalmente storica per il nostro sci, che non vivevamo dai tempi di Compagnoni
e Tomba, sia stata praticamente “oscurata” agli appassionati del movimento.
Le scelte e le strategie televisive di ogni emittente
hanno certo una loro logica ; ma non è il caso allora di gridare
allo scandalo quando di contro sia una Pay Tv a detenere i diritti di eventi
come Wimbledon o la World League di volley , con eventuali successi azzurri
“negati” alla visibilità pubblica. Queste sono le nuove regole del
mercato, nel bene e nel male. Ogni prodotto viene pagato direttamente o
no, dai contribuenti ed è molto più corretto esporre in vetrina
con relativi prezzi le proprie esclusive anziché pretendere a priori
un canone per poi scegliere la programmazione in base a criteri parecchio
discutibili.
Tornando agli eventi agonistici, era dal gennaio
97 che non ci riusciva un accoppiata così importante.
C’erano allora riusciti lo stesso Christian Ghedina
nella libera di Wengen e Deborah Compagnoni nel gigante di Zwiesel. In
totale sette trionfi congiunti tra uomini e donne , nel comune denominatore
della stessa Compagnoni e di Alberto Tomba, capaci di farsi trovare presenti
per ben cinque volte sul podio nel momento in cui il “collega” dell’altro
sesso riusciva ad emularne le imprese.
Tempi d’oro ormai alle spalle ; anche se la Kostner
attuale, soprattutto dopo il grave infortunio alla croata Kostelic, sembra
poter essere una seria candidata alla conquista della Coppa del Mondo femminile.
Accontentiamoci dunque, in attesa di nuovi campioni
punte di diamante di un movimento vincente, di questi spruzzi d’azzurro
in una disciplina generalmente dominata dagli austriaci.
Con la speranza che al momento della prossima
grande impresa ci sia anche la compatibilità della vetrina televisiva.
.
Paolo Ghisoni |