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SCI, LA KOSTNER FA IL BOTTO NEL SUPERG DI LENZERHEIDE Ce n’eravamo colpevolmente dimenticati; lo sci azzurro nell’ultimo decennio ha vissuto sulle straordinarie imprese di Tomba e Compagnoni. Ma quando uno dei due accusava un colpo a vuoto, c’era un rincalzo d’oro a riscattare le sorti del movimento alpino. Al maschile rispondeva al nome di Christian Ghedina; ma al femminile, soprattutto quando l’alta velocità era d’attualità, si chiamava e si chiama ancora Isolde Kostner, gardenese 25enne, che zitta zitta ha già raggiunto quota 12 vittorie in coppa del Mondo, dopo l’ultima perla in Svizzera nel weekend alle spalle. Dicevamo che si è chiusa un’epoca vincente col ritiro dei due campionissimi ma evidentemente l’onda lunga ancora lascia qualche traccia di gloria. on a caso il primo grido di riscatto levatosi dalle parole di Isolde dopo la vittoria a Lenzerheide riguarda proprio coloro i quali avevano dichiarato morto lo sci azzurro. Quest’anno le vicende di questa disciplina hanno avuto veramente spazi ridotti nei palinsesti televisivi. Una legge spietata del mercato impone che senza il fuoriclasse che vince quasi sempre, è difficile che gli ascolti crescano. I 3 successi della Kostner in Coppa del Mondo nella stagione attuale rischiano di finire quasi nel dimenticatoio. Se n’è accorta in primis la protagonista che ha sentenziato contro gli scettici: “questa manifestazione (la coppa di specialità nella libera) la voglio vincere perché è il sogno che inseguo da anni. Ma anche per la gente che ha creduto in me e per dimostrare che lo sci in Italia non è affatto defunto”. Abbiamo insomma ancora una punta di diamante che può scrivere parole importanti a livello mondiale. Ma nel complesso anche il resto del gruppo rosa italiano sembra in salute, visto che in Svizzera si sono piazzate 6 atlete nelle prime trenta. Eppure di Isolde, puffo esplosivo, si parla solo a sprazzi, quando sono i fatti a non poterne tacere le imprese. Non può essere diversamente, come detto. Ma c’è una chanche importante che gli amanti della disciplina alpina possono giocarsi. La Kostner ha solo 25 anni, in piena maturazione latina dunque, non ha la precocità di un Tomba o la freddezza della Compagnoni. Finora le è mancata soprattutto la continuità dei due illustri predecessori. Ma i trionfi sporadici dicono che la stoffa c’è. D’accordo, non sarà facile emergere e tenere a bada i mostri sacri austriaci; ma l’invito a Isolde è chiaro: raccolga, ora che sembra raggiunta l’età della saggezza, il guanto di una sfida semi-impossibile. Basta strali sui media, basta parole critiche nei confronti di chi può far poco per cambiare le carte in tavola. Piuttosto cerchi di dare consistenza alle sue gesta sportive e di imporsi nel prossimo futuro con maggiore regolarità. Il resto verrà da sé; forse anche troppo, dato che proprio Alberto e Deborah per l’eccessivo bagno di popolarità hanno avuto durante e dopo le loro vicende agonistiche il problema opposto, quello di limitare le intrusioni del gossip nella loro vita quotidiana. |