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TREVISO: PRIMO TRICOLORE DAL VOLLEY Una famiglia che ha costruito un impero non si può accontentare. Così dopo aver incasellato il primo trionfo della stagione, apre già alle soluzioni future. Stiamo parlando del gruppo Benetton, che dopo lo scudetto del volley, già dichiara di aspettarsi altrettanto da basket e rugby. Lo ha affermato senza mezzi termini Gilberto Benetton, presidente della polisportiva più vincente nella storia dello sport italiano. La prima impresa però è quella da celebrare come la perla di famiglia. Anche se sul marchio rimarrà impressa come Sisley, la quinta meraviglia del sestetto trevigiano è frutto di una dominazione sul movimento pallavolistico pressoché totale nell’ultimo decennio. Un pokerissimo di scudetti nell’arco di otto anni sono la perfetta testimonianza che il gruppo costruito dalla società veneta passerà sicuramente agli annali del movimento azzurro. Rimane sola amarezza per tifosi e giocatori: che la conduzione tecnica cambierà secondo quella che appare ormai una moda pallavolistica. Successe l’anno scorso con Roma, che lasciò andare il neo-tricolore Montali, si è ripetuta quest’anno con il divorzio ormai certo tra Raul Lozano, tecnico argentino al primo titolo in Italia, e il club trevigiano. Mentre si rincorrono le voci sui successori (proprio Montali, l’avversario delle finali, è il probabile sostituto) resta da celebrare l’ennesima impresa di un gruppo che qualcuno forse aveva già dato come logoro a metà stagione e che invece ha saputo trovare ancora motivazioni e energie emotive. Vullo, Papi, Gravina, Bernardi; atleti che hanno fatto parte per anni del giro azzurro, vincendo tutto il possibile. Proprio Bernardi, il capitano della Sisley, rende al meglio l’esempio di longevità agonistica e di grande professionalità: 32 anni, al suo nono trionfo tricolore, “Lollo” ha consegnato con una schiacciata magistrale il titolo a Treviso. La stessa che avevamo visto un decennio fa mettere a segno nella finale degli europei che aprirono in pratica il celebratissimo ciclo Velasco. Un aneddoto, legato proprio alla figura di Bernardi, spiega al meglio il segreto longevo del cuore-Sisley. Nel 1993, curiosamente con Montali alla guida, la Benetton conquistò la Coppa Italia, primo riconoscimento di quello che sarebbe stato un ciclo vincente. Lo stesso tecnico regalò ad ognuno dei propri giocatori una maglietta con la scritta “la classe non è acqua”. Il primo ad indossarla fu proprio Bernardi, autore anche allora del punto determinante. In mezzo a tanti ricorsi storici, c’e’ però una prima volta: si tratta del primo successo della società veneta nel palazzetto di casa, sotto gli occhi dei propri tifosi. Per il resto la Sisley-Benetton è quasi sempre stato un gruppo da trasferta, costretta , si fa per dire, a centrare gli obiettivi lontano dalle mura amiche. Manca da citare in questa splendida pagina, chi ha ricevuto l’onore delle armi. Milano ha fatto parte anch’essa di un ambizioso progetto di polisportiva, quando la Mediolanum scelse di investire su calcio, volley e rugby, sul modello del mitico Real Madrid. Erano gli anni in cui Silvio Berlusconi comprò il Milan e i successi mondiali dei rossoneri facevano da traino alle altre discipline di famiglia. Milano non vinse mai lo scudetto ma acquistò pezzi pregiati dell’allora nazionale, sfiorando il titolo. Proprio però gli stipendi decisamente esosi distribuiti ai vari Lucchetta, Galli e Zorzi, contemporaneamente al distacco del gruppo Fininvest, causarono una profonda crisi economica al movimento pallavolistico meneghino, sprofondata sino all’anno scorso nella serie minore. . La finale di quest’anno è il segnale che dopo anni bui, Milano ha avuto la forza di sbucare dal nulla agonisitico nel quale era precipitata. Addirittura in gara 1, al Palalido (tutto esaurito) il sestetto lombardo è stato avanti due set a zero sulla Sisley, prima che l’inesorabile rimonta dell’invincibile armata di completasse. Rimane la consolazione per i ragazzi di Montali di aver fatto, per lunghi tratti della poule finale, match pari con i futuri campioni d’Italia. Visti i pressupposti iniziali, può considerarsi un gran bel passo verso la definitiva rinascita. |