MONDIALI PALLAVOLO. Italia: finito un ciclo? No, forse solo sfortuna.

Funziona spesso così. Da chi ti attendi molto, arrivano delusioni. Chi invece puo’ agire con le spalle leggere, senza pressioni psicologiche eccessive, regala gioie appunto inaspettate. E’ il caso del volley azzurro. Intendiamoci; non ci abbiamo rimesso alcunchè nel computo finale. L’oro (preventivato)che poteva arrivare dal movimento maschile è invece giunto come un fulmine a ciel sereno dalle ragazze. Sul tetto del mondo per una volta ci salgono un gruppo di atlete decisamente meno reclamizzate e soprattutto piu’ affamate di vittorie. Chi invece per anni ci aveva abituato a prestazioni super, ad un dominio che sembrava non terminare mai, cade nei quarti di finale contro i futuri vincitori brasiliani. Ma chi puo’ azzardare titoli come “la fine di un ciclo” o “il tramonto degli invincibili” forse dovrà trattenere ancora la penna. Già perché alla fine il quinto posto azzurro in Argentina è tutt’altro che da buttare. Se si parte dal presupposto di nazione favorita magari la delusione potrebbe essere comprensibile. Ma la sconfitta con i fuoriclasse verdeoro, maturata al tie-break, è frutto anche di un pizzico di cattiva sorte. Carioca e Russi erano insieme a noi nel trittico dei papabili trionfatori. Averli incontrati alla soglia dei turni decisivi ha messo in atto meccanismi delicati , un “dentro o fuori” che curiosamente si basa su particolari simili alla vittoria delle ragazze. Sconfitto nei gironi all’italiana da Cuba e Russia, il sestetto di Bonitta ha poi avuto la fortuna di arrivare all’evento decisivo senza piu’ riincrociare la strada con le due superpotenze pallavolistiche, eliminatesi a vicenda. E la finalissima con gli Usa ha riservato alle future campionesse del mondo anche il piccolo vantaggio di giocarsi l’iride senza trovarsi di fronte Keba Phibbs, l’americana da 20 punti a match garantiti. Così se da un lato aiuto c’e’ stato dal cielo, dall’altro l’assenza del nostro schiacciatore piu’ in forma, Samuele Papi, ha condizionato in negativo la gara col Brasile. Un ostacolo che probabilmente se superato, ci avrebbe condotto di certo all’ennesimo podio di rilievo della storia volleystica nazionale