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CALCIO:
NAKATA ALZA IL VENTO DEL LEVANTE
Se la Roma
vincerà questo campionato dovrà probabilmente ringraziare le sue seconde
linee, quei giocatori che nonostante un utilizzo sporadico, hanno saputo
timbrare con prestazioni importanti la loro presenza in campo. Di Vincenzo
Montella si è parlato diffusamente; i suoi gol in alternativa alla coppia
Totti-Batistuta hanno portato punti preziosissimi alla causa giallorossa.
Ma quello che ricorderanno decisamente più di tutti i tifosi è il mattatore
della sfida scudetto, ovvero Hidetoshi Nakata. Nella notte del “Delle
Alpi” la Juventus si era portata perentoriamente sul 2-0 dopo appena 9
minuti di gioco. Sembravano decisamente riaperti i giochi-scudetto. E
lo sono stati sino a una decina di minuti dalla fine, con la capolista
incapace di organizzare una manovra incisiva negli ultimi metri.
Poi il cambio coraggioso quanto rischioso per l’equilibrio dello spogliatoio
voluto da Capello. Fuori Totti, il capitano, l’uomo simbolo della squadra,
dentro il giapponese Nakata. Di lui occorre fare una breve cronistoria.
Portato in Italia da Gaucci, il presidente del Perugia, doveva certo servire
alla causa umbra ma con un importante risvolto economico. “Hide” per i
nipponici è l’equivalente di un monumento nazionale; la sua venuta nella
nostra penisola ha infatti coinciso con la calata di un autentico stuolo
di giornalisti al seguito. E di conseguenza tutti quei turisti con gli
occhi a mandorla che capitavano a Roma e Firenze non potevano sottrarsi
alla tentazione di fare una capatina in Umbria per osservare da vicino
cosa sapesse fare il loro campione nel campionato italiano. Senza tralasciare,
dal punto di vista architettonico e culturale, tutti quegli splendori
che la zona offriva. Un mix sportivo-educazionale che in poco tempo ha
convinto il patron perugino Gaucci ha metter su un agenzia di viaggi che
organizzasse proprio dei pacchetti completamente mirati per i connazionali
di Nakata. Ci aveva provato anche il Genoa una decina d’anni fa a importare
un presunto talento del sol Levante, tale Kazo Miura, portato in Italia
dalla Canon con l’intento di farsi pubblicità.
La scarsa capacità tecnica del giocatore sommata ai guai della società
ligure fece inabissare presto il progetto, tanto che l’allenatore dei
rossoblù, vistosi imporre la presenza in campo dell’atleta per motivi
di sponsor, pare chiedesse una personale indennità (naturalmente economica)
ogni volta che Miura scendeva in campo. Così non è stato con Nakata, che
ha dimostrato di non essere un bluff e di trascinare verso la salvezza
il Perugia. Dopo insistenti corteggiamenti arriva per lui la cessione
alla Roma, dove però non gode dello stesso spazio. Il dualismo tatti con
con Totti lo vede spesso perdente. Questo fino alla supersfida con la
Juve, timbrata con un gol portentoso che ha avviato la riscossa giallorossa
e con un altro bolide non trattenuto da Van der Saar sul quale Montella
ha messo dentro l’incredibile 2 a 2, che per la Roma ha un forte sapore
di scudetto. Nell’anno che porta ai Mondiali, il Giappone vede dunque
reclamizzato nel migliore dei modi il suo portbandiera. C’e’ da scommettere,
se finirà così, che Nakata in patria verrà giustamente ricordato come
l’uomo della provvidenza giallorossa, colui il quale ha consentito ai
romanisti di spegnere la rincorsa juventina. E naturalmente assistere
ad una sua performance durante i campionati del mondo prossimi sarà un
happening imperdibile per la gente di casa. Anche la Corea del Sud sarà
sede dell’evento per eccellenza del 2002. E allora non va trascurata l’altra
mossa del Perugia e di Gaucci, ovvero l’acquisto del coreano Ahn, anche
lui celebrità nazionale. Fino a qualche giorno fa passava per oggetto
misterioso. Poi, in una sorta di riscossa orientale, le sue imprese e
i suoi gol hanno affiancato quelli di Nakata sulle prime pagine dei quotidiani
italiani. Ed ecco pronto anche per lui un futuro bagno di folla al ritorno
a casa. Questa simbiosi calcistica insomma sembra anticipare a livello
pubblicitario, quello che succederà tra più di un anno dall’altro capo
del mondo. Ma c’è da giurare che i nostri presidenti ma soprattutto qualche
sponsor oculato non lasceranno cadere l’occasione. Non stupiamoci dunque
se tra poco, quando si scatenerà il mercato estivo, arriveranno altri
Nakata o Ahn; la pubblicità, ricordiamocela, è l’anima del commercio.
E mai come adesso nel calcio commerciare nel modo giusto frutta introiti
miliardari.
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