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MILAN: FALLITA LA CHAMPIONS, ESONERATO ZACCHERONI Era nell’aria da settimane, da quando il traguardo dei quarti di finale di Champions League era diventato una gara in salita. Alberto Zaccheroni, il tecnico romagnolo che in due anni ha consegnato alla società milanista uno scudetto ed un terzo posto in campionato, non è più l’allenatore rossonero. Fatale per lui l’eliminazione dalla Coppa avvenuta dopo il pareggio interno con gli spagnoli del Deportivo, pareggio che non è bastato al Milan per qualificarsi tra le prime otto della massima rassegna continentale. Lascia l’amaro in bocca sia l’uscita dei rossoneri che l’esonero di un allenatore preparato, disponibile ma con un difetto di nascita, ovvero una mai sbocciata simpatia con il presidente Silvio Berlusconi. Dicevamo che era nell’aria il divorzio, soprattutto dopo che i risultati non parlavano più a favore del tecnico. Ma quello che è a tutti gli effetti un puzzle in via di composizione rende molto più logica la situazione attuale. Terim cacciato da Firenze perché già accordatosi col Milan, Zaccheroni scaricato già a voce che sembra poter finire all’Inter, ed infine Lippi alla finestra per sfruttare eventuali ripensamenti. Il quadretto è chiuso, dipinto, dopo l’ultimo colpo di scena. Il mondo del pallone in continuo subbuglio fa i suoi giochi con ampio anticipo e alla fine anche le mosse da fantacalcio prendono consistenza. Che un giocatore o un allenatore passi da un club all’altro della stessa città era roba da rivoluzione anni fa; ora è diventata quasi logica in nome della fame di vittoria di un club. Ma quello che è veramente curioso, divertente, sono quei piccoli dispetti, ripicche da due lire, che possono uscire da intrecci simili. Moratti voleva Zaccheroni già due anni fa; ci ripenso un secondo di troppo ed ecco che spuntò il Milan. Arriva lo scudetto rossonero, fallisce il progetto interista anche con Lippi e arriva Tardelli. Nel frattempo Berlusconi decide già ad inizio 2000/2001, a prescindere dei risultati, che dall’anno prossimo la panchina del suo Milan avrà un Mister diverso. Come spiegare altrimenti, a fronte di campagne acquisti passate di ottimo livello, gli acquisti modesti di giocatori altrettanto modesti come Roque Junior, Julio Cesar, Comandini e Redondo a fine carriera aspramente criticati dagli stessi supporter rossoneri. D’accordo, bisogna fare i conti anche con il bilancio ma il Milan potrebbe fare di più sul mercato. E chi pensa male crede che dietro tutto ciò ci sia un disegno preciso per mettere Zaccheroni nelle condizioni di andarsene. Non succede, perché Zac ha orgoglio da vendere e crede comunque nel suo progetto. Quando però questo vacilla e si intravedono crepe importanti, complici anche i numerosi infortuni, il tecnico cesenate accetta la corte morattiana. Il ritorno di fiamma però del presidente interista premette una sola condizione; L’ex-allenatore rossonero può arrivare solo se non esonerato dai “cugini”. Sarebbe troppo per l’immagine nerazzurra prendere un tecnico scaricato dai vicini di casa. E allora ecco l’ultimo sgambetto, lo sgarro facile facile, che era nell’aria e che in parte la dirigenza interista ha già “parato” a fine settimana scorsa, confermando Tardelli anche per la prossima stagione. Zaccheroni silurato, per far spazio momentaneamente al duo Cesare Maldini-Tassotti, ma con Terim già col biglietto Istanbul-Milano in tasca. Era l’ultimo tassello di una serie di manovre sotterranee che la luce del sole, ovvero il campionato in corso, avrebbe disturbato... Ma non dovrebbe essere il contrario? Ovvero tutte queste beghe da baruffe chiozzotte non dovrebbero essere l’elemento di disturbo alla stagione in corso? Ormai l’equazione calcio ribalta tutto e non è detto che questo ammodernamento, questo stare al passo coi tempi con mercato e frontiere aperte e con tutto quello che ne consegue significhi necessariamente migliorie...
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